Agosto 2026 - Buon anno

L’aereo atterra, il percorso familiare mi fa scorrere velocemente verso l’uscita. 

Fuori dall’aeroporto, scenario conosciuto e temperatura diversa. Il corpo registra e si adatta. La mente segue.
Un po’ stanca, un po’ appagata, un po’ sconcertata, un po’ felice e comunque colma di immagini e memorie. Penso alle cose da fare e a quelle fatte. Felice di aver chiuso il cerchio e pronta a riprendere le routine casalinghe.

L’estate inizia a finire. La città ancora tranquilla. Gli alberi provati dalla calura. I rumori urbani attutiti.

La vacanza non finisce di brusco, o quanto meno faccio il possibile affinché il rientro sia ammorbidito da una pianificazione che lasci cuscinetti d’aria prima dell’immersione nella vita programmata.

Mi piace questo momento di sospensione. Non più turista e non ancora rientrata nei panni ordinari, sospesa, ancora per poco, tra due mondi e due modi diversi di esistere. Elaboro memorie e chiarisco intenzioni.

La vacanza riposa non solo perché ci permette di indulgere ma anche perché concede spazi più iberi alla nostra identità. Ci concede di smettere di esser ciò che siamo nel nostro habitat naturale, ci ricorda le priorità.

 Il vero inizio dell’anno per me è questo, alla fine delle vacanze estive. 

Buon anno.